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SAGA. Album di famiglia

Un progetto partecipato sul tema delle reti familiari che coinvolge Fenestrelle, Oulx e Pragelato attraverso la realizzazione di residenze artistiche, laboratori intergenerazionali e restituzioni pubbliche, con la supervisione del performer Marco D’Agostin e di un antropologo. L’obiettivo è indagare nelle storie delle comunità attraverso il racconto dei loro abitanti, come occasione di confronto tra generazioni sul tema della famiglia, mediante la condivisione di album di foto, esercizi di movimento e improvvisazione legati alle immagini condivise. Alla fine di ogni laboratorio verrà creato un album digitale: è il lascito alle comunità che si sono raccontate e che entrano in relazione con altri gruppi o famiglie, guidati dall’esperienza artistica. L’album come piattaforma di condivisione di foto, ricordi, esperienze, per raccontare l’identità multiforme dei territori. L’ultima azione sarà articolata su tre restituzioni pubbliche come esiti dei percorsi di laboratorio.

Le forme che la famiglia ha assunto nella storia mi commuovono per la loro fantasia: trasparenti come meduse o intricate come rovi, semplici come distese di sabbia o accidentali come pendii carsici.

Ente capofila Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
Territorio
Pinerolese
Ambito di intervento
Cultura, cittadinanza attiva e comunità
Principale tematica
Arte cultura e socialità
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I legami familiari

La parentela: cos’è e cosa non è? di Marshall Sahlins, testo capitale dell’antropologia moderna, ci insegna che i legami familiari sono tutto tranne che naturali. Esistono infiniti dispositivi coi quali gli umani e gli animali si uniscono tra loro in assembramenti familiari. La loro efficacia, la loro bellezza e la loro funzionalità sono delle danze. Il disegno coreografico diventa un mezzo potente per guardare a cosa una famiglia può e non può essere oggi, in un momento in cui la parola “famiglia” è diffusamente usata e colonizzata per negare alcune possibilità e consacrarne delle altre. Le molteplici forme che la famiglia ha assunto nella storia del mondo mi commuovono per la loro fantasia. Delle famiglie non mi interessano le felicità o le infelicità ma la loro composizione, la creatività con cui si assemblano, distruggono e ricompattano, l’esercizio di volontà che rappresentano nella natura e sulla natura”. (Marco D’Agostin)

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