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Resto…mangia plus!

Il progetto aiuterà famiglie aviglianesi individuate dal Conisa che presentano un bisogno sociale (povertà economica, emarginazione, carenza di reti, perdita di obiettivi) ma anche capacità e talenti utilizzabili dalla comunità locale. Per aiutarle si è individuato nella raccolta del cibo non somministrato da ristoranti e bar, effettuata tramite il Cyclebus, la modalità con cui mettere queste famiglie in rete con ristoratori che condividano la cultura dell’economia circolare. Poiché il lavoro di recupero del cibo non sarà solo una raccolta dell’invenduto, ma riguarderà anche un lavoro di ricerca e di relazione con i ristoratori, si attiverà di un tirocinio (in successiva sede di valutazione, forse 2) per poter guidare il mezzo ecologico con qui questo avverrà, ma anche per poter innescare un processo culturale virtuoso legato all’economia circolare. Il luogo in cui si svolgerà è la Città di Avigliana, e gli obiettivi sono: ecologico (recuperare quanto andrebbe buttato) e assistenziale.

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.

A. Einstein

Ente capofila FIAB Torino - Bici&dintorni
Territorio
Valli Susa e Sangone
Ambito di intervento
Lavoro, nuove economie e autonomia
Principale tematica
Cibo e circolarità
Soggetti partner
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Resto...mangia!

Il progetto “Resto…mangia plus!” vuole essere un’evoluzione del progetto antispreco alimentare “Resto…mangia!”, che attualmente si svolge una volta a settimana al mercato di Avigliana per recuperare l’invenduto dei banchi di frutta e verdura. Il fatto stesso che, dopo circa due anni di attivazione di questo progetto, si sia visto che c’erano anche bar e panetterie (non necessariamente vicine alla piazza in cui si svolge il mercato) che apprezzavano l’iniziativa e che erano disponibili a consegnare il loro invenduto assieme a quanto recuperato dai banchetti del mercato, ci ha fatto immaginare che, avendo un mezzo con cui muoversi per tutta la città, fosse possibile coinvolgere in un progetto di economia circolare anche dei ristoratori bar che potrebbero dare maggiore continuità nel recupero del cibo. Da qui è nata l’idea di usare un mezzo ecologico per ampliare il giro di recuperi e anche la platea di beneficiari.

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