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Bando Cambiamenti 2023

I centri antiviolenza sono luoghi in cui le donne vittime di violenza possono ricevere ascolto rispetto alla situazione in cui si trovano e, nel caso lo desiderino, ricevere supporto per uscire dalla situazione di violenza.

Una scelta che per vari motivi non è sempre semplice.

Quando a subire violenza è una donna con disabilità, uscire dalla relazione può essere più complesso. Per le donne con disabilità il rischio di subire
violenza è doppio: il 10% contro il 4,7% delle donne senza disabilità. Anche la violenza psicologica da parte del partner ha valori più elevati: il 31,4% contro il 25% delle donne senza disabilità.

Spesso infatti è l’assistente personale / caregiver che agisce violenza e che può quindi avere un maggiore grado di controllo sulla donna (o sui dispositivi che la rendono indipendente). Ci sono inoltre pregiudizi e stereotipi che fanno percepire le donne come “meno credibili” o incapaci di prendere decisioni per sé stesse.

In questo contesto, il progetto si pone come obiettivo la resa accessibile per le donne con disabilità del centro antiviolenza gestito da A.P.S. me.dea, riducendo gli stereotipi sulle disabilità e sulla violenza di genere e domestica, attraverso attività di formazione del personale e di sensibilizzazione della cittadinanza.

Quali cambiamenti propone

Questo progetto mira a promuovere un cambiamento culturale per aumentare la consapevolezza sulla violenza di genere, riconoscendo gli stereotipi interiorizzati, senza adottare atteggiamenti paternalistici o caritatevoli, e riconoscendo la capacità di autodeterminazione di tutte le persone.

Attraverso l’implementazione di pratiche e l’utilizzo di competenze specifiche dove necessario, il progetto si propone di abbattere o almeno ridurre le barriere di comunicazione e fisiche che possono limitare l’accesso ai servizi del centro antiviolenza.

Il progetto prevede inoltre la creazione di una rete tra organizzazioni che si occupano di disabilità e il centro antiviolenza, che permetterà di condividere competenze ed esperienze, promuovendo un cambiamento culturale riguardante la violenza e le disabilità per tutte le persone coinvolte, in modo da favorire l’emersione di casi di violenza, ridurre la segregazione culturale e fisica tra persone con e senza disabilità, e diminuire il senso di isolamento che alcune donne con disabilità possono sperimentare a causa dell’inaccessibilità dei servizi.

A chi si rivolge

  • Donne con disabilità
  • Operatrici dei centri antiviolenza
  • Cittadinanza 

Senza la comunità, non c’è liberazione
– Audre Lorde

Ente capofila A.P.S. me.dea
Soggetti partner Associazione Italiana Assistenza Spastici (A.I.A.S.) Sezione di Alessandria A.P.S. - E.T.S., LISten A.P.S., Associazione Verba
Territorio
Alessandria
Ambito di intervento

Timeline del progetto

  • Maggio 2024: Formazione sulla violenza di genere a cura di me.dea per le associazioni e le realtà del territorio
  • Giugno 2024: Formazione su violenza e disabilità a cura di Verba
    Studio di fattibilità sull’accessibilità delle case rifugio
    Accessibilità fisica del centro antiviolenza di Alessandria
  • Luglio 2024: Formazione sulle disabilità di LISten e AIAS alle operatrici me.dea – Attivazione Protocollo con i servizi sociali per ospitalità in caso di emergenza
  • Settembre 2024: Creazione sul sito internet me.dea di una pagina conforme alle linee guida internazionali per la creazione di contenuti web accessibili WCAG 2.1. – Formazione su violenza per AIAS e LISten (4 ore), aperta ad altre realtà del territorio che si occupano di disabilità