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Memorie e racconti dai paesaggi terrazzati del Canavese

Paesaggi Terrazzati dell’Alto Eporediese – progetto realizzato dall’Associazione Dislivelli e vincitore del Bando Prossimi – ha potuto visitare il Centro Etnografico Canavesano, custode del patrimonio culturale e artistico del luogo. Si inaugura così una collaborazione tra i due enti volta a valorizzare il territorio attraverso il coinvolgimento della comunità.

 

Il progetto Paesaggi Terrazzati dell’Alto Eporediese

 

Il progetto si muove tra i comuni di Nomaglio, Settimo Vittone e Carema, rivolgendosi alla comunità dell’Alto Eporediese.

Attraverso la consapevolezza della bellezza e del patrimonio storico, paesaggistico e culturale del luogo, si recupera la sua memoria passata, presente e futura. Si ascoltano le esigenze del territorio, con il fine di generare nuovi percorsi di formazione e lavoro capaci di rispondere ai bisogni della comunità. A tal fine, il punto di partenza di questo processo di valorizzazione e ascolto del luogo risiede in ciò che lo contraddistingue, ossia i paesaggi terrazzati. Creati nel corso degli anni, in un susseguirsi di generazioni, i muretti a secco hanno permesso la coltivazione di viti e ulivi in un terreno naturalmente in pendenza. Dalla necessità è nato così il meraviglioso paesaggio dell’Eporediese, un vero e proprio landmark naturale.

 

Il Centro Etnografico del Canavese

 

Immerso nel paesaggio terrazzato, il Centro Etnografico Canavesano racchiude il patrimonio culturale e storico del territorio. Le fotografie, i video, le registrazioni audio custodite nel Centro ci raccontano l’essenza della comunità, offrendoci l’immagine del suo passato. In questo caso, il prezioso lavoro di raccolta è stato possibile grazie all’impegno e alla dedizione dei membri del Coro Bajolese. Ossia un coro formato da persone del territorio che ne cantano la storia attraverso le sue musiche tradizionali. Feste, riti, lavoro, immigrazione e canti della comunità sono racchiusi in questo spazio, alla portata di tutte e tutti. 

 

Le storie riportate alla luce da Amerigo Vigliermo

 

Tra le figure che frequentano e animano il Centro, vi raccontiamo di Amerigo Vigliermo, innamorato del canavese e dei suoi paesaggi, nonché membro del Coro Bajolese. Classe 1935, con i suoi inseparabili registratore a nastro e la macchina fotografica analogica ha saputo raccogliere la memoria del territorio e riportarcela intatta. Oltre alle migliaia di ore di registrazione di canti popolari, Amerigo ha infatti unito i frammenti del mosaico di storie pubblicando Becana (edizioni Priuli & Verlucca ). Parliamo di un libro che racconta  innumerevoli vicende e saghe familiari “dei paesaggi terrazzati”. Sfogliando le pagine del libro ripercorriamo l’immigrazione affrontata dagli abitanti del luogo, che li ha portati a viaggiare attraverso Paesi e continenti lontani, per poter tornare una volta messi da parte i soldi e acquistare un fazzoletto di terra da coltivare. Storie di speranza e di vita del secolo scorso, che hanno forgiato la storia del luogo. 

 

“Siamo onorati di poterci avvalere della collaborazione del Centro Etnografico Canavesano di Bajo Dora, realtà che custodisce attualmente un patrimonio di oltre 1600 fotografie, 1200 ore di video girato e 3000 ore di registrazioni audio che ben raccontano un paesaggio caratterizzato dai terrazzamenti, simbolo di storia, tradizioni, saper fare.

Insomma, un incredibile patrimonio che oggi viene messo a disposizione del progetto Paesaggi Terrazzati dell’Alto Eporediese, e per il quale ringraziamo sentitamente tutti i membri del Centro e del Coro di Bajo Dora.”

Maurizio Dematteis, Direttore Associazione Dislivelli


Credit: Foto Archivio Cec

Data di pubblicazione 7 Aprile 2021
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