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Il percorso di C’entro con Spaesamenti

L’emozione di un’esperienza di volontariato, la giovinezza delle nostre nonne, la noia di uno studente durante la quarantena. Quanti sono i frammenti di vita che possiamo raccontare? E cosa ci porta a sceglierne uno anziché un altro?

 

Il percorso di C’entro con Spaesamenti – Atelier cinematografico

Iniziato a febbraio 2022, Spaesamenti – Atelier cinematografico, ha coinvolto le ragazze e i ragazzi di C’entro in un viaggio nella memoria, alla ricerca di storie da raccontare. Sulla base delle proprie esperienze, il gruppo ha scritto delle sceneggiature, a cui sono seguite le riprese. Ne sono derivati sei corti, che verranno proiettati:

  • mercoledì 7 dicembre, alle ore 16.30 presso Unione Culturale Franco Antonicelli, Torino
  • mercoledì 4 gennaio, alle ore 18.00, presso Casa Mistral, Oulx

 

Si conclude un percorso di formazione multimediale, ma anche di conoscenza di sé. Decidere di raccontare una storia, significa sceglierla, immergersi in essa e rielaborarla alla luce del proprio bagaglio di esperienze. Ne deriva una narrazione che in qualche modo parla di terze persone, ma anche di noi. 

 

Uno spazio di libertà espressiva

Spaesamenti è un progetto vincitore del Bando Prossimi. Un atelier cinematografico che che unisce lo studio del cinema del reale con la produzione vera e propria, alla ricerca non solo di storie, nuovi autori e metodi ma soprattutto di libertà creativa. Dà voce ad autrici e autori di confine: giovani straniere/i di prima o seconda generazione, lavoratori/trici migranti e giovani dei territori montani, tra cui il gruppo di C’entro. 

 

“Spaesamenti è uno spazio di libertà espressiva – spiega Mauro Brondi, coordinatore del progetto – dove il cinema del reale è una chiave non solo per provare a raccontare il mondo che abbiamo intorno, ma è un vero e proprio strumento per riflettere su noi stessi, capire come guardiamo il mondo, tornando a fermarci per un attimo e riflettere su quello che siamo e che stiamo vivendo”.

 

Il percorso ha coinvolto nuove autrici e autori, che insieme ad una squadra di professionisti – tra cui il regista Daniele Gaglianone – hanno lavorato per la prima volta con il linguaggio del cinema documentario.

Lungo un anno di attività il progetto ha coinvolto una quindicina di giovani con la produzione di 10 opere originali: 6 provenienti dai territori della Val di Susa e altre 4 esperienze realizzate da giovani migranti, studenti o lavoratori/trici fra Torino, Saluzzo e il Cuneese. I temi affrontati e le storie parlano di memoria, integrazione, scuola, lavoro, con la molteplicità di sguardi e le aperture di senso tipiche del cinema del reale.

 

Sinopsi dei corti girati da C’entro

Sofia Pagani: il cortometraggio di Sofia racconta la vita del suo vicino di casa Joe. Un insegnante di educazione tecnica delle medie molto
particolare che rompe gli schemi dello stereotipo del professore noioso e severo. Si scopre che Joe è infatti un appassionato di viaggi, di arte con un amore particolare verso la natura e gli animali.

Alex Sesurschi e Isabella Bouvier: Sono due storie diverse che si intrecciano per un denominatore comune, quello che entrambi hanno deciso di raccontare la storia delle loro nonne. Da una parte
abbiamo la nonna di Alex, di origine Rumena e dall’altra la nonna di Isabella originaria di Marsiglia (Francia).

Desy Cardamone e Letizia Attanasio: le due ragazze hanno deciso di raccontare la vita degli studenti durante la prima quarantena nel marzo 2020. Hanno deciso di raccontare la storia inventata di un ragazzo che perde un diario dove racconta della DAD, delle paure iniziali di questo virus, di come sembrava fosse un’influenza e di come poi si è fermato il mondo.

Giacomo Pagliussa, Luca Eftei, Alessandro Guilherme: I ragazzi hanno deciso di raccontare l’esperienza di Trekking vissuta a maggio 2022 nelle Langhe con Fondazione Time2. Hanno deciso di raccontare il loro ruolo di volontario, che cosa vuol dire aiutare gli altri in particolare in un progetto così impegnativo.

Gioele Garino: Gioele ha deciso di parlare dell’ansia, della sua ansia. Di come da piccolo determinate situazioni lo mettevano talmente a disagio da non riuscire a gestirle e di come invece adesso riesce ad affrontarle.

Alessandro Gibin: Alessandro ha deciso di portare nel suo documentare una situazione da lui vissuta in prima persona, cioè il giorno in cui ha scritto ai suoi compagni di classe. una lettera. La
lettera in questione parla del suo autismo, delle sue difficoltà e la spiegazione di alcuni suoi comportamenti.

Data di pubblicazione 2 Dicembre 2022
un tavolino rotondo in un giardino. Dietro il verde. Sul tavolino un mazzo di fiori è immerso in un vaso di vetro, un libro aperto è appoggiato con la copertina verso l'alto e degli occhiali.
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